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Per avere successo negli affari,bisogna avere una visione delle cose scandalosamente ricca.

La si può guardare in due modi. Il primo è che la ricchezza nel mondo continua a crescere: nei primi sei mesi dell'anno i patrimoni delle famiglie a livello globale è salita del 14%. Il secondo, invece, è lo specchio della crisi in corso, in particolare per l'Italia. Perché a trainare la crescita sono stati soprattutti i mercati emergenti dell'area Asia-Pacifico: nel 2000 generava il 36% della ricchezza globale, che è diventata il 54% nel 2010. In altri termini, l'Europa ha corso di meno di Asia e Sudamerica. E meno di tutti nell'occidente ha corso l'Italia, pur rimanendo all'ottavo posto della classifica mondiale per ricchezza pro-capite (con 260mila dollari per abitante) nei primi sei mesi dell'anno, i patrimoni disponibili nel paese sono saliti solo dello 0,7%, ultima tra le nazioni del G7. Non solo: la ricchezza degli italiani si basa per la maggior parte sul mattone. Dal 2000 al 2011 la percentuale di italiani che ha in portafoglio asset finanziari è scesa dal 47 al 37%, mentre all'inverso gli asset non finanziari (per lo più immobili) è salita dal 52 al 62%.Quindi, la crisi c'è, ma non per tutti. Lo si apprende dal Global wealth report redatto da Credit Suisse che valuta in 231mila miliardi di dollari la ricchezza privata mondiale alla fine dello scorso giugno. Lo studio rivela come nel prossimo quinquennio la ricchezza globale aumenterà del 50% raggiungendo quota 345mila miliardi di dollari e
saranno ancora i paesi emergenti a tirare la corsa. Sono, comunque, sempre gli Stati Uniti al primo posto, sia in valore assoluto complessivo, sia come incremento della ricchezza, davanti alla Cina (4072 miliardi) e al Giappone. Seguono Brasile, Australia e India.Se si considera il numero dei 'paperoni', cioè coloro con patrimonio netto superiore a 50 milioni di dollari, il primato resta agli usa (35.400 super-ricchi, il 42% del totale), davanti a Cina (5.400) e Germania (4.139). In ogni caso, la ricchezza è sempre in mano a pochissimi. Dal rapporto emerge che, pur rappresentando meno dell'1% della popolazione mondiale adulta, i 29,7 milioni di individui con un patrimonio privato superiore a un milione di dollari possiedono il 38,5% della ricchezza delle famiglie a livello globale. Con il 37,2% dei milionari nel mondo, l'Europa quest'anno supera gli Stati uniti (37%). Nella regione Asia-pacifico il primato spetta al giappone, con l'11% o 3,1 milioni di milionari, seguito da australia e cina (un milione ciascuna). Stando alle stime del rapporto di Credit Suisse, nel 2016 la Cina sostituirà il Giappone quale secondo paese più ricco al mondo, con patrimoni privati per un totale di 39mila miliardi di dollari. Gli Usa dovrebbero confermarsi al primo posto con 82mila miliardi, mentre staccate seguiranno Francia e Germania (quarta e quinta, entrambe con circa 20mila miliardi di dollari).
